05 febbraio 2008

UNTIL THE END OF THE WORLD

Una delle cose che da sempre apprezzo di più negli U2 è la loro fede e il modo col quale la cantano. Un modo che non mi ha mai infastidito ma, anzi, arricchito. Al di là del mio convinto ateismo.

Comprai Achtung Baby! a fine novembre 1991; fu il mio secondo CD in assoluto e il primo che acquistai io. Sapevo solo della bellissima canzone, oggetto di questo post, che faceva anche da colonna sonora all'omonimo film di Wim Wenders. Che l'uscita del film fu posticipata dietro esplicita richiesta degli U2 per poter completare l'album. E che mi prese uno spavento quando misi su il CD, credevo che tutte quelle distorsioni nel suono dipendessero dal mio impianto, allora nuovissimo, che stava avviandosi alla discarica. Ma era solo Zoo Station. E poi vennero tutte le altre. Credo che prima di prendere in mano i testi lo abbia ascoltato almeno una decina di volte. Until the end of the world non solo confermò le attese ma rimase per moltissimo tempo la mia preferita.


Haven't seen you in quite a while
I was down the hold, just passing time
Last time we met was a low-lit room
We were as close together as bride and groom
We ate the food, we drank the wine
Everybody having a good time
Except you
You were talking about the end of the world

Un dialogo tra Gesù e Giuda, quale porzione indispensabile di quel viaggio introspettivo dell'animo umano che è stato Achtung Baby!


I took the money, I spiked your drink
You miss too much these days if you stop to think
You led me on with those innocent eyes
And you know I love the element of surprise
In the garden I was playing the tart
I kissed your lips and broke your heart
You, you were acting like it was the end of the world


Un dialogo dove solo apparentemente si capisce chi è la voce narrante e chi la persona a cui fa riferimento. Questa confusione di ruoli è molto marcata nei live dove spesso Bono si sente Giuda, e altrettanto spesso di sente Gesù; e allora varia il testo e finisce la prima strofa con I was talking about the end of the world e la seconda con I was acting like it was the end of the world.


In my dream I was drowning my sorrows
But my sorrows, they learned to swim
Surrounding me, going down on me
Spilling over the brim
In waves of regret, waves of joy
I reached out for the one I tried to destroy
You, you said you'd wait until the end of the world

Non so se esistano versi migliori per descrivere il senso di colpa. Enfatizzato come non mai dall'ultima frase, questa sì sempre uguale al testo originale. Perché se il traditore cerca la sua vittima, questa lo accoglierà solo alla fine. Lasciando a chi crede una spiazzante sensazione.

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