24 febbraio 2007

parla di e con me

Perché anche voi etero possiate scrivere presto ad una/o vostra/o amica/o qualcosa come questo:
Ciao, un mio amico gay mi ha invitato a leggere questo appello a favore dell'estensione del matrimonio civile alle persone omosessuali. Il testo esplicita le ragioni per ampliare il misero disegno di legge sui Di.Co che ormai, con la crisi di governo di questo fine febbraio 2007, uscirà per un bel po' dall'agenda politica italiana. Il favore che il mio amico mi ha chiesto, e che io chiedo a te, è semplicemente quello di andare al link che ti segnalo per leggere tale appello denominato Manifesto per l'eguaglianza dei diritti. Solo un paio di minuti di lettura per poi valutare se firmarlo o no. In quest'ultimo caso mi piacerebbe sapere il motivo, anche se fosse che la cosa ti abbia disturbato molto.
Ti scrivo perché penso che se io posso accedere ad un istituto quale è il matrimonio, non ritengo sia giusto che ci sia qualcuno al quale sia precluso. Perché non ritengo che le risposte date alla richiesta delle persone omosessuali di potersi sposare debbano necessariamente iniziare e finire con le mai motivate accuse di minare la famiglia. Come se il termine famiglia fosse esclusivo di una parte, seppure maggioritaria, della nostra società. Come se il mio amico possa avere posto tra di noi a patto di non usare termini per qualificare sé stesso quali affetto, sostegno reciproco, pieni diritti.
Considera se con questa riflessione io minacci a mia volta la società oppure cerchi di dare una visione nuova perché sono sorte nuove esigenze nella nostra società. Esigenze di una maggiore appartenenza, di un maggior senso di cittadinanza per una minoranza.
L'utilità di questo appello non si misura nelle possibilità di vederlo recepito il più presto possibile. L'utilità di questo appello ha per forza di cose, contingenti e no, un respiro più ampio: innanzitutto l'espressione di solidarietà non può essere ridotta ad una mera conta, ma anche la testimonianza che vorrei anche tu portassi con la tua firma può essere letta come un convincimento molto radicato e non come un semplice e banale passaparola; perché io è questo che ti chiedo: firma solo se sei d'accordo. E si sa che valgono di più dieci persone convinte di cinquanta indifferenti, perché queste ultime non le può rappresentare niente se non l'inedia. E io, che ti voglio bene, non voglio vederti inerte e senza idee.
Nel dubbio parlane con me. Nella certezza parla anche di me.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

yeah! quasi accanto alla Mita ed a Borgo!
AmicaN

Anonimo ha detto...

Firmato!

Alice Twain ha detto...

Io avevo firmato dieci giorni fa.

Anonimo ha detto...

Linkato, come promesso!